Agosto 2017

The creative sense of the image in the photographic work by

ATTILIO SCIMONE


Critical text

​​​​​​​GIOVANNA CAVARRETTA

The influence of post-modern trends places Attilio Scimone’s photograph in a personal setting, where narration

assumes a fundamental role in some work cycles such as “Still”, to leave a place in “Silent” “Materia, Luce,

Irreducibility”, or “Suoni” more sophisticated, whose elements drawn from nature such as weeds, flowers,

sometimes even artificial, reveal a complex poetic characterized by the presence of signs, scratches on the

margins or between the folds of the image, and the intense contrast between the object taken from the environment

and the manifestation of the author. Consequently, the preparatory process becomes necessary and

essential for the formation of an expressive language that aims to create the sense of the image, revealing the

relationship between the operator and the world through a fragment of reality. The elaborated technicality

reflects the various possibilities, the urgency to find a particular element to make it unique; Like portraits of

artists or men of culture, immortalized in their work environment, caught up in their everyday “things to do”,

thus making their meticulous choice in the moment the the shooting starts. This method of analysis allows

Scimone to make a deliberate selection and at the same time to prepare the ground for a deed that, although

mechanical, such as framing, concretizes in the diaphragm the result of a creative becoming. Capturing the

instant, immobilizing the moment to bring to light the artistic truth of what is represented, is the central

point of his investigation. The speed and limitations set by the camera allow him to capture the unrepeatable

instant, declining in its different aspects. The image can be read as an act of recording moments in the flow of

time. The present data is conveyed to a future that is already memory, imprinted on the negative, changing its

original state, assuming a new meaning, recounted by black and white balance and evoking the renunciation

of the banality of our existence. The click gives the observer a trace of reality, where the objective data taken,

implies, on the maker, a choice and an interpretation; a great ability to fix important details and differences

to highlight the social and cultural change in the history of photography. Scimone is an attentive observer in

the affirmation of the essence of specific events that only the camera can reveal, ruthlessly looking for perfection

of the image to combine a wise technique to aesthetic research of beauty and truth. Composition of a

photograph is often the key instrument to show the complexity of an evocative vision of life and can suggest

through the form or light the beauty resulting from the harmonious relationship between the light and the

dark and the different parts. A sublime melancholy draws from Scimone’s works, experiences summarizing in

shots, evoking the silence creator of an idea that will be realized in the mystery of Art.


L’influenza delle tendenze post-moderne colloca la fotografia di Attilio Scimone in una cornice prettamente

personale , dove la narrazione assume, in alcuni cicli di lavoro come per esempio “Still”, un ruolo

fondamentale, per lasciare il posto In “ Silent” , “Materia, luce, irriducibilità”, o ancora “Suoni” a scatti

più sofisticati, i cui elementi tratti dalla natura come erbacce, fiori, a volte, anche artificiali, mettono

in evidenza una poetica complessa, caratterizzata dalla presenza di segni, graffi ai margini o tra le pieghe

dell’immagine, e l’intensa contrapposizione fra l’oggetto desunto dall’ambiente e la manifestazione

dell’autore. Quindi,il processo preparatorio diventa necessario e fondamentale per la formazione di

un linguaggio espressivo che mira a creare il senso dell’immagine, rivelando il rapporto tra l’operatore

e il mondo, mediante un frammento di realtà. L’elaborato tecnicismo rispecchia le diverse possibilità di

imprimere nello scatto, l’urgenza di trovare un particolare elemento volto a renderlo unico; è il caso dei

ritratti di artisti o uomini della cultura, immortalati nel loro ambiente di lavoro, colti nel loro “fare” quotidiano,

aprendo così le porte ad una meticolosa scelta dell’attimo in cui parte lo scatto. Questo metodo di

analisi, permette a Scimone di operare una selezione intenzionale ma nel contempo di preparare il terreno

ad un atto che seppure meccanico, come ad esempio l’inquadratura, concretizza nel diaframma il risultato

di un divenire creativo. Catturare l’istante, immobilizzare l’attimo per portare alla luce la verità artistica di

ciò che è rappresentato, costituisce il punto centrale della sua indagine. La velocità e le limitazioni poste

dalla macchina fotografica gli consentono di cogliere l’irripetibilità di un istante, declinato nei suoi differenti

aspetti. L’immagine può essere letta come un atto di registrazione di momenti nel fluire del tempo.

Dati del presente si consegnano ad un futuro che è già memoria, presenza impressa sulla negativa , che

muta il suo stato originario, assumendo un nuovo significato, raccontato dagli equilibri del bianco e nero

e nell’evocare la rinuncia alle banalità della nostra esistenza. Lo scatto dona all’osservatore una traccia

della realtà, dove il dato oggettivo prelevato , implica , da parte dell’artefice, una scelta e un’interpretazione;

una grande capacità di fissare dettagli e differenze importanti per sottolineare il mutamento sociale

e culturale della storia della fotografia. Scimone è un osservatore attento nell’affidare l’essenza di specifici

eventi, che solo la macchina fotografica può svelare, ricercando con assoluto rigore una perfezione d’immagine

tesa a coniugare una sapiente tecnica ad una ricerca estetica del bello e del vero. La composizione

di una fotografia è spesso lo strumento cardine per mostrare la complessità di una visione suggestiva della

vita e può suggerire attraverso la forma o la luce la bellezza risultante dal rapporto armonico tra il chiaro e

scuro e le diverse parti. Una sublime malinconia trapela dalle opere di Scimone, esperienze che si riassumono

in scatti, evocanti il silenzio creatore di un’idea che si realizzerà nel mistero dell’Arte.



ACCADEMIA DI Belli Arti Catania


08. Apr. 2017

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA ANALOGICA E TECNICHE AVANZATE DI STAMPA IN B&W CON ATTILIO SCIMONE


La scuola di Fotografia del Dipartimento di Arti Applicate dell'Accademia di Belle Arti di Catania

organizza e promuove il workshop di fotografia analogica e tecniche avanzate

di stampa in bianco e nero con il fotografo Attilio Scimone.

L’obiettivo del workshop è quello di fornire ai suoi partecipanti le competenze necessarie

allo sviluppo di progetti di ripresa e di stampa fotografica in bianco e nero,

affrontando la fotografia nei suoi aspetti storici e linguistici.
Particolare attenzione sarà data ai processi di ripresa con apparecchi fotografici analogici di vario formato,

di sviluppo e stampa del negativo, e la sperimentazione dei principali viraggi.