ATTILIO SCIMONE
ATTILIO SCIMONE
La Terra Metafisica — Collezione
Un viaggio nella mia trilogia dedicata alla Sicilia, tra paesaggi, mare e città.
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Il Libro d'Artista
La terra metafisica
La Sicilia è una terra che non si lascia mai stringere. Un enigma di ombre e bagliori, una soglia che si apre e si richiude su chi tenta di abitarla.
Verga, con il suo sguardo spoglio, ricordava che
“la vita è una ruzzolata”, e forse l’Isola non è altro che questo: una discesa continua tra luce e abisso.
Io la percorro come si attraversa un labirinto, sapendo che ogni sentiero trattiene un tempo che non torna.
Ispirandomi a Pirandello penso proprio che “la verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni”: è in questa molteplicità inquieta che si articola il mio sguardo.
La terra, per me, non è mai una superficie da contemplare: è uno spazio vissuto, totale spesso indecifrabile.
Una materia che non smette di trasformarsi, che chiede un ascolto lento, quasi ascetico.
È la terra come apertura, come erranza, come domanda.
E qui affiora la voce di Heidegger: "Die Lichtung ist die Öffnung" — la radura è l’apertura.
È nella radura della luce che il mondo, per un istante, si mostra e, mostrandosi, si sottrae.
In Sicilia questo accade di continuo: la luce non illumina, accade.
Incide, disfa, rivela l’inatteso.
Condiziona il modo di vivere prima ancora del modo di vedere.
E la fotografia non fa che nutrirsi di questa atmosfere molte volte inquiete.
Da questa consapevolezza nasce la mia trilogia: il paesaggio, il mare, le città.
Tre capitoli di una stessa inquietudine:
- il paesaggio conserva ciò che non si dice,
- il mare custodisce l’infinito,
- le città respirano l’eco di presenze scomparse.
Eppure, oltre ogni luogo, oltre ogni storia, c’è una tensione che supera la realtà stessa dell’isola: la metafisicità.
Un movimento che va oltre lo spazio fisico e oltre il pensiero che pretende di comprenderlo.
È in questa eccedenza che la mia ricerca diventa universale: nell’attimo in cui la luce, la materia e l’ombra si sfiorano e creano un mondo possibile, un mondo che vive solo nel momento in cui lo guardo.
Forse è qui il vero centro della mia fotografia:
una terra che non smette di interrogare,
una luce che apre interrogativi,
un vedere che coincide con un essere.
E nel punto in cui tutto questo si unisce, si apre una soglia: la sola in cui l’immagine può davvero nascere.
Attilio Scimone
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