Still Street — Collezione

Fotografia urbana sospesa.

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Still Stett  #15 -  2018

Still Stett  #17 -  2018

Still Stett  #16 -  2018

Still Stett  #15 -  2014

Still Stett  #10 -  2018

Still Street  - Fotografia urbana sospesa

 

In Still Street ho scelto di sottrarre la fotografia di strada alla sua natura più riconoscibile: non cerco l’azione, il gesto improvviso, la cronaca quotidiana.

La strada, qui, smette di essere un luogo documentario e diventa un territorio indefinito, quasi impalpabile.

L’ambiente urbano non è descritto: è evocato. Non è riconoscibile: è una presenza che sfuma, un margine che non si lascia afferrare.

Ciò che rimane è un limbo visivo, un punto di sospensione.

Le figure umane che attraversano queste immagini non sono colte nella loro vulnerabilità o nella loro relazione con il mondo, come accade nella tradizione della street photography.

Non raccontano un’azione, non testimoniano un contesto sociale, non esprimono un ruolo.

Sono presenze che, per un istante, sembrano riprendersi la loro realtà più intima — una realtà che non coincide con lo spazio in cui si trovano.

È come se comunicassero qualcosa che non riguarda lo stato d’animo, ma l’essenza stessa della loro vita: un’emersione silenziosa, una forma di verità che affiora solo per un attimo e che la fotografia trattiene.

In questo progetto la strada è un teatro senza scena e senza geografia.

Le architetture si dissolvono, gli spazi perdono consistenza, i segni urbani diventano tracce lontane.

La città viene percepita come un’eco, non come un luogo.

Tutto resta in una zona di indeterminazione: un altrove che non è possibile nominare.

Le immagini non aspirano a spiegare ciò che accade, ma a trattenere ciò che appare e subito si sottrae.

Still Street è, in fondo, un esercizio di ascolto:

un tentativo di cogliere la vita non mentre si muove, ma mentre si rivela nel suo stare immobile.

Un istante che non parla di solitudine né di rapporto con l’ambiente, ma di una condizione umana filtrata da qualcosa che non riusciamo del tutto a percepire — un velo sottile che separa ciò che vediamo da ciò che è.

Queste fotografie non raccontano la strada ma raccolgono ciò che, nella strada, resta sospeso.

 

Attilio Scimone