Kodackrome New Life — Collezione

Serie fotografica nata dal ritrovamento di diapositive Kodachrome

degli anni ’80, deteriorate dal tempo e trasformate in nuove visioni. 

Kodackrome New Life #1 - 1981-2025

Kodackrome New Life #2 - 1981-2025

Kodackrome New Life #3 - 1981-2025

Kodackrome New Life #4 - 1981-2025

Kodackrome New Life

 

Kodachrome New Life nasce da un incontro inatteso: il ritorno alla luce di alcune diapositive del 1980-1981, fotografie familiari realizzate durante i miei primi viaggi, rimaste per decenni nascoste nel silenzio della pellicola. Quando le ho ritrovate, il tempo le aveva trasformate. La materia chimica aveva ceduto, i colori si erano spostati, le immagini avevano perso una parte di sé, lasciando affiorare un’altra verità.

Quello che in origine era un semplice archivio di memoria privata è diventato un campo di rivelazione. Il deterioramento non ha cancellato il passato: lo ha tradotto in una nuova forma di visione. Le cromie sbilanciate, le emulsioni sgretolate, le dissolvenze inattese raccontano non solo la fragilità dell’immagine, ma anche il modo in cui la memoria stessa si ricompone, si stratifica, muta.

In queste opere vedo la mia infanzia, la mia famiglia, i viaggi che hanno costruito la mia prima percezione del mondo. Ma vedo soprattutto il punto di origine della mia ricerca artistica: quella zona di incertezza dove la fotografia non descrive, ma rivela. Il caso diventa linguaggio, la perdita diventa forma, la materia fotografica diventa una sorta di autoritratto involontario della mia sensibilità.

Kodachrome New Life è una rinascita: non delle immagini che erano, ma delle immagini che sono diventate. Sono apparizioni nuove, sospese tra memoria e astrazione, tra documento e metamorfosi.

La fotografia qui non restituisce l’esatto passato, bensì un passato possibile, filtrato dal tempo e dalla sua capacità di riscrivere ciò che credevamo immutabile.

In fondo queste diapositive deteriorate raccontano ciò che mi interessa davvero: la fragilità come forza generativa, la materia come spazio di visione, la memoria come forma viva.

È come se quelle immagini, pur perdendo definizione, avessero trovato finalmente la loro voce.

 

Attilio Scimone