Copie uniche, Archivio vintage — Collezione

Fotografia originale, stampe vintage, materiali fuori produzione

 

Il Libro d'Artista

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 L'Immagine prima dell'Immagine #1

2019

 L'Immagine prima dell'Immagine #14

2019

 L'Immagine prima dell'Immagine #8

2019

 L'Immagine prima dell'Immagine #6

2019

Copie uniche, Archivio vintage

 

All’interno del mio archivio fotografico, attivo dalla anni Ottanta, ho scelto di rendere disponibile una selezione di opere originali che rappresentano in modo coerente e rigoroso il mio percorso artistico e di ricerca.

Si tratta esclusivamente di stampe vintage originali in bianco e nero, poalroid, cibachrome realizzate, trattate e rifinite direttamente da me a partire dal 1986. Ogni opera è copia unica, frutto di processi analogici complessi e non replicabili: incisioni sulla superficie fotografica, viraggi chimici, interventi manuali e sperimentazioni di camera oscura che rendono ogni stampa un oggetto irripetibile, sia sul piano visivo che materiale.

Le opere sono state stampate secondo i più alti standard della fotografia fine art in bianco e nero, utilizzando carte fotografiche tradizionali e procedure chimiche rispettose della durata e della stabilità dell’immagine. Tutte le stampe sono state conservate in condizioni ambientali controllate, archiviate con materiali acid-free professionali, e si presentano oggi in perfetto stato di conservazione, come testimonianze integre di una pratica fotografica rigorosa e consapevole.

Accanto a queste opere singole, la selezione include nuclei provenienti da due ricerche fondamentali del mio lavoro sul paesaggio siciliano:

Il Paesaggio delle Solfare rappresenta uno dei nuclei più rilevanti e storicamente significativi del mio lavoro fotografico. Realizzato tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, questo corpus nasce da un’indagine diretta e prolungata sulle aree solfifere della Sicilia, luoghi segnati da una stratificazione profonda di lavoro, fatica, memoria e trasformazione del territorio.

Le immagini non hanno una funzione documentaria in senso stretto. Pur partendo da un paesaggio reale e riconoscibile, la ricerca si muove verso una lettura metafisica e materica del luogo: le solfare diventano spazi sospesi, quasi astratti, in cui la luce, la polvere, i residui minerali e le ferite del suolo si trasformano in segni visivi primari.

Una selezione significativa appartenenti a questo nucleo sono stampe originali in bianco e nero.

Il corpus comprende almeno cinquanta fotografie originali, oggi parte di un archivio strutturato e in larga parte destinato alla conservazione. Le opere disponibili rappresentano una selezione controllata, pensata per la collezione privata e istituzionale.

Collezionare una fotografia di questo ciclo significa acquisire un frammento di paesaggio storico scomparso o profondamente trasformato, ma anche un’opera che testimonia una stagione fondamentale della fotografia analogica italiana.

Il ciclo dedicato ai Paesaggi del Centro Sicilia costituisce una delle ricerche più ampie e stratificate del mio archivio. Si tratta di un lavoro sviluppato nel corso di molti anni, in cui il paesaggio dell’entroterra siciliano viene indagato non come scenario geografico, ma come condizione mentale e visiva.

Questi territori — colline, altipiani, campi, margini urbani, zone rurali sospese — sono fotografati come luoghi senza enfasi, privi di retorica, lontani da ogni descrizione pittoresca. La fotografia diventa uno strumento di ascolto lento, capace di restituire la tensione silenziosa che attraversa questi spazi: una presenza minima, spesso impercettibile, che si manifesta attraverso la luce, la distanza, l’assenza.

Da questa ricerca deriva un archivio numericamente molto ampio, dal quale sono disponibili collezioni selezionate:

- 750 fotografie a colori, formato 30×40 cm

- 750 fotografie in bianco e nero, stampate in gelatin silver print, direttamente da me.

Tutte le immagini sono state realizzate con apparecchi fotografici di grande formato, 4x5”, pertanto sono conservate le negative a colori e quelle in bianco e nero.

 Anche in questo caso, i numeri non indicano una produzione seriale, ma la profondità di un lavoro di lunga durata, dal quale ogni opera viene estratta singolarmente. Le stampe in bianco e nero, in particolare, sono il risultato di una pratica analogica rigorosa, in cui la stampa non è mai un atto neutro ma una fase creativa determinante.

Le opere di questo ciclo sono pensate come unità autonome, ma allo stesso tempo dialogano tra loro come parti di un grande archivio coerente. Per il collezionista, questo significa la possibilità di entrare in relazione non solo con una singola immagine, ma con un sistema di visione articolato e riconoscibile.

Le opere proposte non appartengono a una produzione seriale né a un sistema di riproduzione contemporaneo. Sono oggetti fotografici originali, realizzati con procedimenti oggi in gran parte non più ripetibili, e per questo intrinsecamente rari.

Ogni stampa è copia unica, legata a un momento preciso della ricerca e della pratica di camera oscura. Interventi come incisioni, viraggi chimici, alterazioni della superficie e processi analogici manuali rendono impossibile qualsiasi replica identica nel tempo. L’opera non è sostituibile né ristampabile: esiste una sola volta.

Il mio archivio comprende anche una collezione di stampe Cibachrome / Ilfochrome, realizzate su materiale definitivamente fuori produzione che ne rafforza ulteriormente il valore di rarità. Si tratta di opere che non possono essere rifatte né tecnicamente né materialmente, e che garantiscono una stabilità cromatica eccezionale, riconosciuta a livello museale e archivistico come uno dei più alti standard di conservazione della fotografia a colori.

Il valore di queste opere non è solo estetico, ma storico e documentale: fanno parte di archivi strutturati, di ricerche pluridecennali e di corpus coerenti, spesso numericamente estesi ma selettivamente accessibili. La selezione proposta rappresenta una frazione controllata di un patrimonio molto più ampio, destinato in larga parte alla conservazione, allo studio e a contesti istituzionali.

In questo senso, l’acquisizione di una singola opera non è mai isolata: è l’ingresso in un sistema di ricerca, in un archivio vivo ma finito, che non cresce per accumulo ma per sedimentazione.

Collezionare queste fotografie significa investire in rarità reale, irrepetibilità materiale e continuità culturale, elementi fondamentali per la tenuta del valore nel tempo ed entrare in relazione con un patrimonio fotografico originale, radicato nella tradizione analogica e nella cultura materiale della stampa fotografica, ma anche con una visione che considera la fotografia come atto lento, fisico e meditato.

 

Nota per il collezionista

Sia Il Paesaggio delle Solfare sia Il Paesaggio del Centro Sicilia rappresentano archivi conclusi, costruiti interamente in analogico.

Le opere disponibili provengono da selezioni puntuali, effettuate nel rispetto dell’equilibrio dell’archivio e della coerenza della ricerca.

 

Attilio Scimone