The Material Gaze— Collezione

Artists portraits.

​​​​​​​

The Material Gaze  #14 -  2018

The Material Gaze  #3 -  2018

The Material Gaze  #4 -  2018

The Material Gaze  #19 -  2018

The Material Gaze  #36 -  2018

The Material Gaze

 

In questi ritratti ho voluto oltrepassare la superficie del volto.

Gli artisti che entrano nel mio studio non vengono semplicemente fotografati: vengono attraversati dalla materia stessa dell’immagine. Graffi, incisioni, residui analogici si intrecciano ai loro gesti e ai loro sguardi, trasformando il ritratto in un luogo di tensione e rivelazione.

È il tempo a restituire a queste immagini la loro giusta condizione.

Capire dove si vuole arrivare con un ritratto non è mai un gesto semplice: non si tratta di rappresentare una figura, ma di entrare in un rapporto quasi fiduciario con chi ho davanti. La difficoltà non è solo percepire l’essenza dell’altro, ma ascoltare il ritmo che chiede di essere mantenuto. È come uno swing che, quando ti afferra, non ti lascia più: ti trascina sulle onde esatte, quelle che permettono alla visione di emergere.

Le sensazioni devono trovare un corpo.

L’artista possiede una sua coerenza, un suo modo di stare nel mondo, e io cerco di custodirla anche nella fotografia: rappresento ciò che è e, allo stesso tempo, ciò che vedo nascere in lui in quell’istante.

La fotografia non documenta: interroga.

Ogni interferenza sul negativo diventa una traccia del loro processo creativo, una ferita che dialoga con la loro interiorità, una vibrazione che restituisce la complessità di chi vive l’arte come urgenza e necessità.

Questi volti — interrotti e scavati dalla luce — non cercano la rappresentazione, ma la presenza.

Il risultato è un ritratto che si sottrae alla definizione, sospeso tra figura e materia, tra identità e trasformazione. Sono immagini che non fissano un momento: lo aprono.

 

Attilio Scimone